giovedì 1 novembre 2012

Città "dal nulla" in Cina: pianificazione territoriale da zero

E' un pò come giocare a Sim City: ricordate il famoso gioco in cui si pianifica e si costruisce una città da zero, dal nulla, pensando a risorse, suddivisione per zone, smaltimento rifiuti, servizi e trasporti?
Ecco, adesso si passa dal gioco alla realtà.

Ancora una volta protagonista è la Cina, dove la domanda urbana è chiaramente sempre più forte e l'esigenza di uno sviluppo ordinato del territorio è l'obiettivo comune di molti.
Come fare allora?

Ecco che nasce il progetto della città-prototipo nei pressi di Chengdu. Una gigantesca area pianificata a tavolino che richiamerà persone dalla "campagna" e darà una risposta alla crescente domanda di abitazioni e di servizi.
Una città che sorgerà attorno ad un nucleo centrale sviluppato soprattutto in altezza, attorno al quale verrà pianificato prima un grandissimo anello "verde" e poi tutti gli altri quartieri periferici.
Una città ecologica che permetterà un consistente risparmio di risorse e di energia elettrica rispetto a città tradizionali o "antiche".

Esperienze di questo tipo non sono nuove in Cina, dove la pianificazione urbana a tavolino è diventata un'esigenza ed una sfida allo stesso tempo. Una sfida fatta di sviluppo ordinato ma anche un'occasione di business tutt'altro che trascurabile.
Creare città dal nulla vuol dire pianificare e progettare case, grattacieli, condomini, ma anche e soprattutto servizi di trasporto, parchi, centri commerciali, ospedali, scuole, teatri, strutture sportive. Il tutto ponendo la massima attenzione agli sprechi, alla domanda di energia ed ai comportamenti dei cittadini e dell'utenza.

Una città pianificata a tavolino può anche non avere successo, essere un flop piuttosto che non funzionare correttamente. Ecco allora che nasce la sfida, una sfida che se vincente vuol dire anche sviluppo economico, lavoro e qualità della vita.
 

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