giovedì 5 luglio 2012

Web development

Mi piace essere promotore di un "sano" sviluppo del mondo web. Utilizzare il massimo delle potenzialità di internet per "scrostare" l'economia dall'obsolescenza ma anche, udite udite, per eliminare una quota di alienazione, per ridare addirittura la possibilità a chi lo vorrà di ritmi più "umani", talvolta più lenti, più domestici, forse meno angoscianti.


Le iniziative non mancano assolutamente, in tutti i settori Ict.
L'industria digitale e le filiere produttive si incontreranno al Tosm, Torino software and system meeting, per parlare dell'Ict della scena piemontese.
Ma i temi e le occasioni di incontro non mancano ad esempio sulla scena milanese o bolognese.

Le imprese promuovono la loro attività sviluppando la loro presenza nel "luogo" più visitato al mondo.
Web developer, blogger, web master, esperti SEO si rincorrono per la realizzazione di una passione che metteva le sue basi tecnologiche proprio negli anni in cui sono nati loro.
E le tecniche SEO, per poter aumentare ogni giorno il volume del traffico sulla propria rete, sui propri siti, sono il principale cruccio di quelli che hanno fatto del web un lavoro.

Ma cosa vuol dire tutto questo?
Non sono poi così sicuro, come alcuni affermano, che questa impetuosa ricerca del mondo del web significa ritmi più veloci e stressanti, superlavoro, alienazione ed anonimato, cancellazione definitiva del passato, esaltazione della "macchina".
Mi convinco esattamente del contrario. C'è voglia di lentezza, forse di sicurezza.
Il web diventa un veicolo per trovare una nuova dimensione più rispettosa delle necessità umane.
E può diventare anche lo strumento per descriversi con esattezza e comunicare. Per allontanarsi dall'omologazione e macchine superveloci che non ci fanno fermare un attimo ad ammirare l'albero, il cielo ed il vecchio mulino fuori la nostra finestra.



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