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giovedì 9 aprile 2015

Expo 2015: opportunità di “lavoro” per l’Italia



Nutrire il pianeta, energia per la vita: è questo il tema di Expo Milano 2015.

Dal 1 Maggio al 31 Ottobre in un’area espositiva di 1,1 milioni di metri quadri (direi quindi un bel po’ di spazio) si daranno appuntamento 140 paesi (praticamente il mondo intero) per esporre il loro progetto e le loro migliori tecnologie affinché il mondo possa avanzare verso un futuro in cui il cibo sia una garanzia assoluta e sicura per tutti gli abitanti del pianeta.

Quali sono gli obiettivi di quella che si presenta come la più grande manifestazione di tutti i tempi sul tema dell’alimentazione?
Si cercherà di promuovere un cambiamento già in atto per quello che riguarda l’evoluzione umana verso la sconfitta definitiva della fame in alcune aree del mondo. L’Expo 2015 avrà quindi molteplici obiettivi per raggiungere questo grande scopo frutto di una “nobile” civilizzazione del pianeta. In primis quindi:
-        Migliorare sempre di più la tecnologia dell’intera filiera alimentare garantendo una distribuzione capillare dei prodotti migliorando le caratteristiche nutritive
-        Migliorare sempre di più la qualità degli alimenti
-        Assicurare a tutti gli abitanti del pianeta cibo sano e sufficiente e debellare di conseguenza la fame e la malnutrizione da tutto il pianeta
-        Promuovere la cultura alimentare e il mantenimento delle trazioni culinari come espressione intrinseca della cultura di un popolo e di una nazione
-        Educare tutti ad una sana e corretta alimentazione atta a migliorare sensibilmente la qualità della vita di tutti i popoli

Gli obiettivi di Expo 2015 dovranno necessariamente essere orientati ad una sostenibilità sempre più spinta di tutti gli interventi dell’uomo sul pianeta e sulle sue risorse: le enormi fonti di energia “vitale” a cui l’uomo potrà attingere per promuovere questo sviluppo dovranno essere compatibili con una politica planetaria volta alla sostenibilità ambientale e ad una gestione eco-compatibile di un mondo pesantemente sconvolto dall’intervento umano.

Può Expo Milano 2015 essere un’occasione unica per la nostra Italia. Dovrà esserlo, senza se e ma.
Con circa 20 milioni (milione in più, milione in meno) di visitatori attesi da ogni angolo della terra, la più grande esposizione italiana di tutti i tempi sarà un’occasione unica per il “Made in Italy” e rappresenterà una grande possibilità per farsi conoscere ed apprezzare.

Con un impatto stimato sulla nostra di oltre 25 miliardi di euro sulla nostra economia (anche per gli effetti dovuti al massiccio afflusso turistico) la vetrina di Expo potrebbe raccontare con dovizia di particolari la gigantesca filiera agroalimentare italiana promuovendo la nostra tradizione e cultura alimentare e facendola apprezzare più di quanto non lo sia ad oggi. Ma non solo filiera alimentare: l’occasione per mettere in vetrina le proprie eccellenze e farle conoscere al di fuori dei confini nazionali potrebbe non ripetersi più.

E voi? Raccontate la vostra esperienza. Appuntamento fra poche settimane!

giovedì 27 giugno 2013

Misure per il rilancio e l'occupazione giovanile

E' di questi giorni l'annuncio di nuove misure che il governo sta varando per rilanciare in primis l'occupazione giovanile e per riavviare la macchina dell'economia nazionale ormai ingolfata.

Sono in varo misure per incentivare l'assunzione dei giovani, incoraggiare l'inizativa d'impresa degli under 30 e debellare o quantomeno ridurre il fastidioso fenomeno dei "Neet", Not in education, employement or training", giovani che non studiano e non lavorano.

Allo studio di economisti, politici ed altre figure ci sono sempre nuove misure che possono permettere l'inversione di tendenza di un'economia che non ritrova lo slancio per numerose cause.
A mio avviso le principali cause che inceppano la "macchina italiana" sono:
- Una burocrazia fastidosa e pesante
- Un retaggio culturale basato sui privilegi dei fortunati di "vecchia data"
- Una scarsa fiducia nelle istituzioni
- Una comunicazione ed una collaborazione tra le imprese e gli attori economici spesso inesistente
- Un sistema di formazione assolutamente obsoleto ed inadeguato

Non si parla quindi di chissà quanti punti. Ma perchè si fatica  a toccarli tutti ed a sviscerare i tasselli più onerosi ed i blocchi più difficili?

Si tratta allora di studiare una/due misure per ciascuno dei punti che ho elencato sopra e che permettano di:
- Porre fine a vecchi privilegi
- Incentivare in maniera decisa le "reti d'impresa" e l'internazionalizzazione di quelle imprese che producono il Made in Italy che fa gola all'estero
- Investire in scuola ed università ed aumentare in maniera sostanziosa i fondi per la ricerca
- Istituire corsi di formazione obbligatori ed insegnare "a tutti" un mestiere durante i periodi di disoccupazione
- Abolire la burocrazia inutile e permettere la creazione d'impresa in pochissime e banali mosse
- Favorire la comunicazione tra gli attori economici e promuovere anche una mobilità sostenibile e ben studiata, magari anche semplici "prestiti" di personale qualificato tra più imprese "consociate" in particolari associazioni di scambio.

Le idee ci sono. Vanno applicati a raffica, senza sosta, in una volontà ritrovata di riscatto di un paese troppo prezioso per il mondo intero. 

mercoledì 5 giugno 2013

Giovani startupper digitali italiani

"Giovani rampanti intraprendenti fanno passi da gigante nei debutti in società"...
Sentivamo questo in una nota canzone degli anni '80.
Eppure il profilo dello startupper italiano digitale, secondo la tesi di laurea di Niccolò Meroni, è per fortuna di una persona giovane: maschio, trentenne, dal nord, di solito laureato in ingegneria e con un passato recente da dipendente (fonte repubblica.it)

Sono per caso io??????

martedì 21 maggio 2013

L'export agroalimentare controcorrente

Tutto male?
Non proprio tutto. Ne parlano in pochi, ma forse parlandone riesco a dare una "spinta" in più a quelli che vogliono "fare".
Sapevate del buon risultato dell'export agroalimentare made in Italy?

La buona notizia (fonte Centro studi Federalimentare e Sole24ore) riguarda numerosi settori dell'agroalimentare italiano rilevati nel corso del 2012: vino in primis (forse lo sapevamo già) con un ragguardevole risultato che vale il 20% dell'intero export alimentare, ma anche pasta, frutta e verdura, prodotti lattiero-caseari, prodotti dolciari, salumi.
In quali paesi il successo sta crescendo a ritmi sostenuti? Dove piace il made in Italy?

martedì 30 aprile 2013

Reti di impresa nel settore del turismo: 8 milioni da un decreto

Turismo.
Una delle carte vincenti per uscire dalla crisi: ho sempre sostenuto che investire nel turismo, per determinate aree, può essere la soluzione migliore rispetto ad investimenti industriali "tradizionali".
Perchè allora non approfittare anche del decreto 8 gennaio 2013 per le reti di impresa nel settore turistico?

martedì 23 aprile 2013

Working Capital 2013: a Roma per le startup

Parte a Roma la quinta edizione del Working Capital lanciata da Telecom Italia per lanciare nuove startup nei settori green e digital.
30 grant ciascuno del valore di 25 mila € per 30 nuovi progetti da presentare entro il 30 settembre su:
http://www.workingcapital.telecomitalia.it/

Ottima occasione per re-inventarsi in settori rappresentativi del nuovo modello di sviluppo.

mercoledì 27 marzo 2013

Agevolazioni e finanziamenti a fondo perduto per la nostra impresa

Uno dei modi più ambiti e più ricercati dai neoimprenditori per finanziare il proprio progetto è quello dei contributi e delle agevolazioni (statali) a fondo perduto.
Come districarsi nella giungla dei finanziamenti?
Quali sono gli strumenti più ambiti e le soluzioni più facilmente ottenibili?

giovedì 21 marzo 2013

Le Reti d'Impresa funzionano: una chance per le imprese virtuose

Le Reti di Impresa funzionano.
Ed è boom per il 2012. A dirlo è Unioncamere che conta oltre 600 contratti secondo la legge 33 del 2009 che istituisce il contratto di rete.
Quale occasione può costituire la rete di impresa?
Che tipo di opportunità può offrire questo strumento?

giovedì 7 marzo 2013

La ripresa passa da nuovi modelli di business

Sopportare la concorrenza dei paesi emergenti e soprattutto rilanciare la ripresa ed uscire dalla crisi di un intero sistema produttivo.
Come fare? Quali sono le risposte degli studiosi e dei ricercatori?

Fondamentalmente le ricette consigliate sono due e passano per due strategie:
- Innovazione
- Nuovi modelli di business

E se la parola innovazione è fra le più pronunciate ed anche fra le più gettonate, abbiamo bisogno di capire con maggiore chiarezza cosa si intende per "nuovi modelli di business" e quali sono i fondamenti di questi modelli che promettono quantomeno un tentativo di riscossa per la competitività ed il successo dei nostri sistemi produttivi.

Sostanzialmente l'asse dovrà spostarsi dalla "produzione" in senso stretto all'intera filiera produttiva e incrementare il "valore" aggiunto di tutte le attività che costituiscono la filiera.

venerdì 15 febbraio 2013

Impresa al centro: "fare rete"

Difficoltà di credito? Problemi nel "farsi conoscere" adeguadatamente dal mercato? Problemi nel ritagliarsi in un ruolo all'interno di un settore o di una fascia di mercato? Dimensioni troppo piccole per un export di qualità?

Ecco che il progetto di "rete d'impresa" può dare ossigeno, crescita e sviluppo alla nostra impresa.

lunedì 4 febbraio 2013

Ecco Speed Mi Up: l'incubatore d'impresa per giovani startupper

Il lavoro. Una intera settimana  per il blog dedicata a questo tema. Un tema quanto mai attuale, scottante e dal vissuto talvolta difficile e problematico. Ma anche il lavoro visto come riscatto, opportunità, creatività, coraggio, inventiva, sorpresa, speranza ed ingegno.

Non potevo parlare di un'utilissima iniziativa dedicata a chi ha un sogno da realizzare ed a chi cerca la migliore opportunità per crearsi un lavoro e magari crearlo anche per altre persone: ecco Speed Mi Up, l'incubatore d'impresa per giovani startupper voluto dall'Università Bocconi e con la collaborazione del comune di Milano e della Camera di Commercio.

Quale migliore occasione per riuscire nella nostra "impresa". Volete saperne di più?

venerdì 11 gennaio 2013

La città di passaggio, la città del ferro: Piacenza strategica per tutta l'Italia

Il progetto non è nato ieri: rendere Piacenza la città del ferro, in grado di costituire il principale centro logistico dell'area padana ed in grado non solo di far fronte ad ingenti scarichi e carichi di merci su "ferro" e su gomma ma anche di "manipolare" le stesse.
Con immenso beneficio per migliaia di imprese non solo dell'area ...

mercoledì 22 agosto 2012

Rocket Internet cerca start-up di successo

"You don't have to do it first, you just have to do it right". Non è importante fare una cosa per primi, ma farla bene.
Con questo motto Rocket Internet cerca start-up di successo ed aiuti imprenditori in erba.


lunedì 2 luglio 2012

Voglia di Europa

Tutti parlano di quanto accade in questi giorni...
Italia, superMario, Merkel, Spagna, Euro, spread, Bruxelles, Berlino, eurogruppo, +6,59%, 420 punti base, Bankia, Banche, Grecia, salvataggio, Italia-Germania, asse, politiche condivise, politica e basta, crisi, crisi, crisi, crisi, crisi, crisi, crisi.


giovedì 10 maggio 2012

Lo sviluppo passa per la banda larga: internet motore per la crescita

Ritardare lo sviluppo della banda larga costa all'Italia fino all'1,5 % del Pil. Questo è quanto dichiarato dal presidente dell'Autorità di garanzia nelle comunicazioni (Agcom), Corrado Calabrò.
Vi sembra poco?

E sempre più italiani (circa 27 milioni) hanno accesso ad internet, alla grande rete di comunicazione che ha caratterizzato gli ultimi tempi, tanto la società quanto l'economia. La connessione sia fissa che mobile e le tecnologie ad essa collegate hanno uno sviluppo ed una diffusione impetuosa ed ormai il settore delle telecomunicazioni arriva a pesare quasi il 3% del pil.

Secondo l'Agcom la rete fissa è ormai satura, mentre quella mobile potrà entrare in crisi a singhiozzo. Urge lo sviluppo della banda larga ed ultra larga. Ma cosa vuol dire avere uno sviluppo capillare della banda larga?
Nulla è più calzante a mio avviso del paragone con una città dotata di ottime infrastrutture ed efficiente nei sistemi di trasporto. Chi vive in una città dove la metropolitana ci fa arrivare ovunque ed in poco tempo, dove i trasporti sono efficienti, dove non si perdere tempo nel traffico e dove le strade sono costruite ed estese in maniera razionale ed efficace può comunicare facilmente, può spostarsi per piacere o per lavoro velocemente e sottrae meno tempo alle proprie attività ed ai propri impegni. Lo sviluppo della rete e di internet vuol dire sostanzialmente questo.
Comunicare, farsi conoscere, conoscere ed imparare, sapere (e saperlo quando serve), vendere, acquistare, promuovere, migliorare e costruire. Con grandissima velocità, cosa un tempo impensabile.

L'efficienza e l'efficacia delle rete può promuovere lo sviluppo dell'economia e la creazione di nuove opportunità di lavoro grazie soprattutto alle possibilità aperte alle imprese.
Se si guarda alle PMI che utilizza internet anche come portale di vendita e promozione siamo ancora a livelli troppo bassi. E se circoscriviamo l'analisi all'internet economy, si stima in Italia un valore di circa il 2% del pil contro valori sensibilmente più alti per Francia, Germania e Gran Bretagna, dove ormai in rete si fa praticamente tutto, dalla spesa corrente alle compravendite immobiliari, con una capillare offerta di beni, di servizi e di conoscenza.
Urgenti diventano quindi gli investimenti sul potenziamento della rete fissa e della rete mobile, delle infrastrutture per la comunicazione così come della cultura della rete.
Siamo sicuri di conoscere a fondo le potenzialità della rete? Invito tutti ad un'analisi approfondita ed alla ricerca di nuove opportunità.




venerdì 4 maggio 2012

Strategie per la crescita


Disoccupazione italiana al 9,8 % a Marzo (Fonte Istat). Se si guarda ai giovani però il tasso schizza al 35,9%. Tassi inaccettabili ci viene subito da pensare. Ed altre statistiche diverse danno numeri piuttosto sconfortanti.


venerdì 27 aprile 2012

Una piattaforma web unica per Expo 2015

Una piattaforma digitale unica per integrare i nuovi servizi della "Smart City": questa la volontà di Expo 2015 con la collaborazione del mondo imprese.


lunedì 12 dicembre 2011

La manifattura che tira l'Italia

Dove possiamo puntare il prossimo anno per gettarci alle spalle la crisi?
Simest, finanziaria oer lo sviluppo nel mondo delle aziende italiane non ha dubbi. La manifattura italiana, con l'elettromeccanica (le macchine utensili in primis), il chimico-famaceutico, le energie rinnovabili, l'edilizia e l'agroalimentare made in Italy saranno i nostri punti di forza nel mondo (Fonte Sole24Ore).
Perchè le macchine utensili? Un vero e proprio fiore all'occhiello della nostra industria. Prodotte sopratutto nell'area padana, le macchine utensili sono necessarie all'impetuoso sviluppo industriale dei paesi crescenti, del BRIC prima di tutto, Brasile - Russia - India -Cina, grandi compratori della nostra elettromeccanica con tante industrie da costruire ed avviare per le loro assetate economie.
Soltanto nel 2011 il fatturato previsto nell'elettromeccanica per i progetti privati si aggira intorno ai 3,2 Miliardi di Euro (Fonte Simest) ... non pochi spiccioli...
Ed altri tre settori dal grande potenziale di sviluppo per le imprese italiane, secondo Simest, sono le energie rinnovabili, la gomma - plastica e l'edilizia.
La prima, con la crescente domanda dei paesi in via di sviluppo e l'attenzione verso le nuove fonti, è ormai in crescita da diversi anni. Il secondo settore va bene ovunque nel mondo e vede le imprese italiane attivissime nella produzione di componenti che vengono utilizzati in diversissimi settori, automotive, elettronica, arredamenti, beni di largo consumo ed edilizia. Ed anche l'edilizia appunto gode di un'ampia crescita nei paesi dall'economia emergente. Ovviamente la domanda sia di infrastrutture sia di edilizia abitativa dagli standard occidentali cresce in tutti quei paesi dove aumenta la disponibilità economica dei privati e dove le imprese hanno bisogno di condizioni al contorno favorevoli.

Abbiamo menzionato Simest. Di cosa si occupa precisamente? L'attività di Simest si sviluppa su:
- Partecipazione al capitale di società che operano fuori dalla UE per un massimo di otto anni ed un capitale non superiore al 49%;
- Assistenza su specifici progetti e supporto all'individuazione di nuovi business ed opportunità;
- Gestione di fondi pubblici per l'internazionalizzazione
(Fonte Sole24Ore)

Le occasioni non mancano. Ed a quanto pare l'industria ed in generale il manifatturiero (sopratutto ad elevata specializzazione) è ancora un nostro punto di grande forza, un settore che ha ancora ampi margini di crescita e che potrebbe tirarci fuori da una stagnazione economica ormai opprimente, puntando soprattutto su qualità e tecnologia. Penso che sarà solo questione di tempo.

sabato 3 settembre 2011

Reti di Imprese.it

Vi segnalo un sito per avere informazioni, case study, notizie ed opinioni sulle Reti di Impresa:

http://www.retidiimprese.it/

Uno strumento in più per fare chiarezza sul contratto di rete e che sopratutto può darci informazioni e notizie sui nuovi finanziamenti, sui bandi, sulle potenzialità e possibilità offerte dal nostro territorio.

Ricordate che fare rete vuol dire avere più forza!
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