mercoledì 28 agosto 2013

Inchiesta di fine estate: gli incubatori d'impresa

Pessimismo di fine estate?
Sconsigliato.
Qual'è la ricetta del "fare"?

UBI-University Business Incubators Index: classifica internazionale degli incubatori d'impresa. I3P, incubatore d'impresa del Politecnico di Torino si piazza all'unidcesimo posto tra quelli valutati. Niente male.
Il connubio fra scienza, tecnologia ed impresa comincia a dare i suoi frutti?

Questo potrà dirlo il futuro. Noi però possiamo analizzare e capire lo scenario sociale ed economico del nostro tempo e distinguerlo da quello degli ultimi decenni.
La crisi ha messo in discussione punti di vista e principi radicati in una cultura sociale imperniata sulla crescita "insostenibile", sul benessere non globale e sulle bolle speculative, edilizie, finanziarie, sociali ...
La scienza e la tecnologia ci sono da sempre venuti in soccorso. La ricerca sembra aver sempre dato dei buoni frutti. Il connubio tra scienza, ricerca e sviluppo sociale può essere proprio l'incubatore d'impresa.
Che cosa frena l'iniziativa del singolo? Quali sono i "freni" che fanno abortire le idee nella nostra testa?
Cosa ci spaventa?

Negli ultimi e talvolta anche ultimissimi decenni intere generazioni di volenterosi imprenditori del "manifatturiero" si sono avventurate nella scoperta di beni tangibili che anticipassero il volere del mercato, hanno cavalcato l'onda di una piccola innovazione spesso proiettata da una piccola domanda anche del vicino mercato o di una crescita impetuosa che accompagnava le trasformazioni sociali gigantesche post-belliche.
Una speranza non sopita accompagnava i migranti, gli agricoltori stanchi, i nuovi ricchi, quelli che avevano "un pò" studiato.

Oggi il modello è un pò diverso e volto non solo alla cultura globale ma anche all'economia della conoscenza, una conoscenza che trova in internet il suo principale promotore e diffusore. Un internet che va nelle industrie, nei servizi, nel sociale, nei trasporti e appunto, nella cultura.

La conoscenza è il punto cruciale dei nuovi incubatori e della sempre più forte unione tra università ed impresa.
E la conoscenza non è soltanto cultura in senso stretto. Conoscenza vuol dire "diffusione" e si appoggia al concetto di "velocità".
Questi due concetti possono aprire un mondo di nuove imprese per la nuovissima generazione 2.0.


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