giovedì 3 novembre 2011

Come la Grecia o su una nuova strada?

Seguo con attenzione giornali e media.
La domanda che moltissimi italiani si fanno in questi giorni é: faremo mica la fine della Grecia? Rischieremo anche noi ogni giorni di non "onorare" più i nostri debiti? E i nostri risparmi sono al sicuro?
Ma perchè siamo arrivati a questo? Domande a cui vogliamo assolutamente una risposta perchè non ci ricordiamo di essere mai stati così preoccupati per l'economia ...
In effetti la preoccupazione che mi viene subito in mente è legata al fatto che una grande economia come l'Italia, con una crescita ormai nulla, un debito pubblico fra i più alti in assoluto ed un clima politico non più stabile ha bisogno davvero di tantissime risorse, finanziarie e non, per uscire dall'attuale crisi. Dove trovare tutte queste risorse?
Qualcuno dice che il punto di non ritorno è ormai vicinissimo, qualcun'altro che i miliardi di euro di Cina e Russia non basteranno a salvare l'Eurozona: uno dei problemi più grandi resta il fatto che con rendimenti sui titoli di stato così alti saremo costretti a pagare sempre di più per sostenere il nostro altissimo debito, con una spirale di crescita dello stesso che potrebbe diventare inarrestabile e non più sostenibile.
Urge forse un'intervento forte e "rivoluzionario" della Bce per salvare il salvabile e, allo stesso tempo, serve il medesimo intervento "rivoluzionario" del nostro paese. Non c'è più tempo, non è più possibile tirare a campare.
E' necessario fare come abbiamo fatto 60-65 anni fa. Quando abbiamo portato un paese disastrato dalla guerra ad un boom che ha stupito il mondo intero.

mercoledì 2 novembre 2011

La realtà aumentata: applicazioni del futuro

Spesso leggiamo di "realtà aumentata" a proposito di assistenza alla guida, di navigatori, ma anche di smartphone e Ipad. Un termine affascinante, qualcosa che ci sembra provenire direttamente dal futuro. Ma che cos'è nel dettaglio una realtà aumentata?
Si tratta di una sovrapposizione di livelli informativi, virtuali e multimediali, alla realtà ed all'esperienza di tutti i giorni. Si aggiungono praticamente informazioni a quelle che sono le immagini che vediamo. Si avrà quindi la sovrapposizione tra la realtà con informazioni ed immagini che a questa saranno aggiunte. E come si può fare tutto ciò? Tramite dispositivi mobili, smartphone, iPhone, dispositivi android, navigatori, etc.
E la realtà aumentata può davvero essere molto utile per la sicurezza ed il comfort della guida dell'auto. Avere informazioni su dove stiamo andando, su cosa ci circonda e, ancor meglio, sapere prima di eventuali ostacoli o problematiche che stiamo per incontrare può davvero migliorare di molto la sicurezza stradale.
E grazie al nostro smartphone potremo sapere in ogni momento ed in ogni dove tutto quanto ci serve.
Ma senza arrivare alla realtà aumentata, qualcuno riesce ad immaginare se d'improvviso non avessimo più il cellulare? Come facevamo un tempo? Tutta questione di abitudine?

lunedì 31 ottobre 2011

Del maiale non si butta via niente .... neanche gli escrementi ...

Avete letto bene, è proprio così. Del maiale non si buttano via neanche gli escrementi.
E su questa cosa saranno daccordo tutti: ecologisti, scienziati ed anche vegetariani! Infatti a Yadkinville, un piccolo paesino del Nord Carolina, sono riusciti nientedimeno a produrre energia proprio dagli escrementi del maiale.
La Duke University di Durham ha realizzato un impianto in grado di generare energia elettrica, per soddisfare il fabbisogno annuale di una trentina di famiglie locali, proprio trasformando lo scarto biologico proveniente dai numerossissimi allevamenti della zona.
Approfittando della gran diffusione dell'animale in questo territorio, gli scienziati hanno pensato di realizzare una semplicissima vasca anaerobica in grado di produrre metano. Il metano viene poi convogliato in una turbina che genera energia come se utilizzasse un normale combustibile.
Oltre all'economicità della materia prima, l'impianto è in grado di far risparmiare notevoli quantità di CO2 emesse in atmosfera, circa 5000 tonnellate all'anno soltanto con questo impianto.

Insomma quando si vuole se ne possono pensare davvero tante. Uno dei nostri animali preferiti, infatti, non ci aiuterà soltanto a produrre salami e costolette, ma anche a trovare nuove soluzioni per le nostre esigenze "energetiche". Possiamo promuoverlo fra i migliori amici dell'uomo senza far arrabbiare il cane?

sabato 29 ottobre 2011

Parliamo di Lean Production

Lo so, è sabato. Per giunta siamo ad Halloween, al ponte di Ognissanti e magari non vorreste sentir parlare di Lean Production .... Ma l'argomento per chi lavora in azienda è proprio interessante ed allo stesso tempo è "vittima" il più delle volte di confusione. A volte rimane avvolto dal mistero o comunque rimane un argomento teorico, difficile da applicare nella pratica. Che ne pensate se facciamo un pò di luce tra zucche e cimiteri e, aggiungo per il mio caso, nella nebbiolina della pianura piacentina?

Vediamo i principi Lean uno ad uno.

1) Eliminare lo spreco
Argomento estremamente scottante  e detto così è davvero riduttivo. Che cos'è lo spreco? Sprecare vuol dire sopportare dei costi che non saranno "ricambiati" da un ricavo o che comunque non aggiungeranno valore al prodotto o servizio che produciamo. Dovremo stare attenti quindi a:
- Non rimanere fermi in tempi morti sia in officina o in catena ma anche nel produrre un servizio. Evitare quindi di consumare del tempo rimanendo fermi ad aspettare materiali, informazioni o quant'altro permette di andare avanti con il lavoro. Come si fa? Vuol dire esser bravi a prevedere o comunque ad anticipare le necessità. Per questo esistono i programmi. Programmi per la produzione (e quindi per la logistica), programmi di progettazione, etc.
- Evitare giacenze a magazzino inutili. Spingere quindi per il just in time. Lo spazio è un costo. Questa cosa bisogna prenderla un pò come un regola di base, un principio.
- Evitare lo spreco di materiale. Ovviamente sprecare materiali vuol dire sopportare un costo inutile. E' un pò quando facciamo la spesa e compriamo cose inutili. Le gettiamo via ed è come se avessimo gettato via dei soldi.
- Evitare la sovrapproduzione. Semplice principio. Sovrapprodurre vuol dire sopportare costi per l'occupazione di spazio, costi dovuti al deprezzamento della sovrapproduzione nel tempo e costi dovuti al rischio di "invenduto".
- Evitare spostamenti e trasporti non necessari. Anche la movimentazione è un costo in termini di mezzi e personale. Gli spostamenti inutili sono da evitare anche perchè rallentano sensibilmente la produzione.
- Evitare la difettosità. E questo è un argomento molto più complesso ed è un pò a parte. I difetti ovviamente possono rendere il prodotto inutilizzabile o da rilavorare e questo è un ovvio costo in più.
2) Chiarire il processo che crea valore
Cosa davvero crea valore per il cliente? E' giusto capirlo perchè in questo modo concentremo tutte le nostre risorse ed il nostro tempo su ciò che creando valore per il cliente lo crea ovviamente anche per noi. Studiando il processo del valore potremo essere davvero in grado di eliminare, piano piano, tutti gli sprechi elencati sopra spendendo soldi unicamente per attività che potremo in maniera semplicistica definire "pagate".
3) Produrre le fasi del valore in maniera continua
E producendole in maniera continua vorrà dire anche aumentare la velocità della nostra produzione. Più siamo veloci più si potranno evitare sprechi e difettosità. Anche questo è un pò una regola di base. Per far cioò bisogna prima di tutto avere un organizzazione aziendale efficiente, dove il flusso di informazioni è definito, veloce ed univoco. Mai far disperedere le informazioni all'interno dell'organizzazione. Avere una comunicazione efficace è fondamentale. Io quindi aggiungerei che 4) la comunicazione è ricchezza!
5) Chiarire la percezione del valore del cliente
Fondamentalmente se qualche cosa fa percepire valore al cliente e ne fa aumentare la sua soddisfazione e quindi la possibilità che quest'ultimo compri ancora da noi è chiaro che bisognerà farci attenzione. Seppure avremo qualcosa da nascondere, qualche nostro punto debole, facciamo in modo che sia qualcosa che il cliente non percepisca, non veda. Anche quando facciamo un prodotto, molte volte il cliente vede quello che è fuori. Dentro avremo potuto fare dei pasticci, ma dobbiamo essere sicuri che non li veda.
6) Non produrre niente fino a che non sia necessario
Se non facciamo così rischiamo di fare cose inutili e di sprecare risorse.
7) Continuare la politica del miglioramento
C'è sempre spazio per la crescita. E' un pò come per uno stato, dove la crescita è un aspetto fondamentale. Bisogna sempre proiettarsi al miglioramente, prima che arrivi qualcun'altro che sappia fare il lavoro molto meglio di noi.

Dopo questo piccolo articolo, in cui magari vi sarete annoiati (ma non è detto!) vi auguro di divertirvi in queste giornate, autunnali, oro e rosso, calde nei colori ma nebbiose, fresche, romantiche, misteriose. E poichè io sono nato proprio in questi giorni, non so, sono un pò parte di me.

martedì 25 ottobre 2011

Ed ecco a voi la mortadella! Ricordo d'infanzia, bontà italianissima, produzione d'eccellenza

Da piccolo quando mia madre aveva comprato la mortadella per me era una sorpresa eccezionale. Il suo profumo lo sentivo da lontano e per me rappresentava un momento di piacere da gustare lentamente, altrimenti finiva troppo presto... Non posso non parlarne con voi.
Oggi è esattamente la stessa cosa. Probabilmente sono indeciso se mettere la mortadella al primo posto tra le cose che mi piace mangiare di più. Se non è il primo posto è il secondo...

Bolognese DOP, la mortadella però è amatissima ovunque in Italia. I romani l'adorano e non tutti sanno che i napoletani non si azzardano a fare nessuna gita, nè tantomeno passano nessuna giornata al mare senza aver confezionato accuratamente un bel panino ripieno di mortadella!
Zola Predosa, cittadina confinante con Bologna, concentra una grossa fetta dell'intera produzione nazionale ed ospita ogni anno "Mortadella, please", mentre il salume è conosciuto in zona addirittura prima del medioevo ed è un piatto portante della saporita cucina bolognese.
Ma come si fa?
La carne fresca, assolutamente pregiata ( a differenza di alcuni luoghi comuni la mortadella è apprezzata dai nutrizionisti ed un normale consumo non è assolutamente un problema) ed in diversi tagli viene triturata fino a diventare una crema con appositi tritacarne ("sterminio").
A parte vengono preparati i cubetti di grasso della dimensione di circa un centimetro cubo.
Il composto di carne viene mescolato ai cubetti di grasso assieme a delle spezie e talvolta al pistacchio.
Insaccata, la mortadella viene a questo punto cotta a lungo e subito dopo sottoposta a docciatura di acqua fredda e ad una stabilizzazione in cella. E direttamente da Bologna è pronta per il nostro panino. Il mio. A deliziarmi.
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